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Digital Product Passport: chi sarà obbligato e come KOR40 potrà supportare le aziende

Il Digital Product Passport, o Passaporto Digitale di Prodotto, è uno degli strumenti introdotti dall’Unione europea per rendere i prodotti più trasparenti, tracciabili e sostenibili durante tutto il loro ciclo di vita.

Non sarà un semplice documento elettronico né un QR code contenente una scheda tecnica. Il passaporto dovrà collegare il prodotto a un insieme strutturato e aggiornabile di informazioni: provenienza dei materiali, composizione, caratteristiche tecniche, prestazioni, riparabilità, possibilità di riutilizzo, riciclo e documenti di conformità.

Per le imprese produttrici, la vera sfida non sarà quindi soltanto generare un codice da applicare al prodotto, ma riuscire a raccogliere, verificare e mantenere aggiornati dati provenienti da reparti, fornitori e sistemi aziendali differenti.

In questo scenario, piattaforme ERP e sistemi per la gestione della produzione come KOR40 potranno avere un ruolo importante nell’organizzazione e nell’integrazione dei dati necessari.

Che cos’è il Digital Product Passport

Il Digital Product Passport è stato previsto dal Regolamento europeo 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, conosciuto come ESPR – Ecodesign for Sustainable Products Regulation.

Il regolamento definisce il quadro generale, ma non impone immediatamente lo stesso passaporto a tutti i prodotti. I requisiti vengono introdotti progressivamente attraverso atti europei dedicati ai singoli gruppi di prodotto.

Per ogni categoria dovranno essere stabiliti:

  • i prodotti effettivamente interessati;
  • le informazioni obbligatorie;
  • il livello di identificazione richiesto, ad esempio modello, lotto o singola unità;
  • i soggetti autorizzati ad accedere ai diversi dati;
  • le modalità di aggiornamento e conservazione;
  • la data dalla quale il passaporto diventerà obbligatorio.

Il sistema sarà decentralizzato. Il registro europeo conterrà gli identificativi e i collegamenti necessari per individuare il passaporto, mentre i dati completi resteranno sotto la responsabilità dell’operatore economico o di un eventuale fornitore di servizi DPP.

Il Digital Product Passport non è soltanto un QR code

Il prodotto potrà essere associato a un supporto leggibile digitalmente, come un QR code o un altro data carrier previsto dagli standard applicabili. Il codice rappresenterà però soltanto il punto di accesso alle informazioni.

Il valore del DPP dipenderà dalla qualità dei dati collegati al prodotto.

A seconda della categoria, il passaporto potrà includere:

  • identificazione del prodotto, del modello, del lotto o della singola unità;
  • dati del fabbricante e degli altri operatori economici;
  • materiali e componenti utilizzati;
  • origine delle materie prime;
  • percentuale di materiale riciclato;
  • caratteristiche tecniche e prestazionali;
  • durata prevista e condizioni di utilizzo;
  • indicazioni per manutenzione e riparazione;
  • possibilità di riutilizzo, rigenerazione o riciclo;
  • sostanze rilevanti o potenzialmente pericolose;
  • impronta ambientale, quando prevista;
  • dichiarazioni, certificati e documenti di conformità.

Non tutte le informazioni saranno necessariamente pubbliche. Gli atti applicabili potranno prevedere livelli di accesso differenti per consumatori, imprese della filiera, riparatori, riciclatori, autorità di vigilanza e dogane.

Chi sarà obbligato a creare il passaporto digitale

L’obbligo riguarderà principalmente gli operatori economici che immettono sul mercato europeo un prodotto appartenente a una categoria regolamentata.

A seconda della normativa specifica, potranno essere coinvolti:

  • fabbricanti europei;
  • importatori di prodotti provenienti da Paesi extra-UE;
  • rappresentanti autorizzati;
  • altri operatori responsabili dell’immissione del prodotto sul mercato.

Per le batterie, ad esempio, la Commissione europea chiarisce che la responsabilità di creare e mantenere il passaporto ricade sull’operatore che immette sul mercato la batteria finita, non sul semplice fornitore di un componente o di un modulo.

Questo non significa che i fornitori della filiera resteranno esclusi.

Anche quando non saranno direttamente responsabili della pubblicazione del passaporto, potranno dover trasmettere al cliente dati verificabili su materiali, lotti, stabilimenti, lavorazioni, certificazioni, emissioni o contenuto riciclato.

Il Digital Product Passport avrà quindi conseguenze non soltanto sul produttore finale, ma su una parte significativa della sua supply chain.

Attenzione: Quando diventerà obbligatorio

Non esiste una sola data valida per tutti i prodotti. L’introduzione avverrà progressivamente e con scadenze differenti.

Registro europeo del Digital Product Passport

Il Regolamento ESPR prevede che la Commissione istituisca entro il 19 luglio 2026 il registro europeo dei passaporti digitali.

Il registro funzionerà come indice centrale: collegherà l’identificativo univoco del prodotto al relativo DPP e permetterà alle autorità doganali e di vigilanza di verificarne l’esistenza. Non conterrà necessariamente tutti i dati dettagliati del prodotto.

Batterie: primo obbligo concreto dal 2027

Le batterie sono la prima categoria per la quale è già stata stabilita una scadenza precisa.

Dal 18 febbraio 2027 il passaporto sarà obbligatorio per:

  • batterie destinate ai mezzi di trasporto leggeri;
  • batterie industriali con capacità superiore a 2 kWh;
  • batterie per veicoli elettrici.

Il passaporto dovrà accompagnare la batteria immessa sul mercato europeo e fornire informazioni relative, tra l’altro, all’identificazione, alle prestazioni, alla durata, alla riparazione, al riutilizzo e al riciclo.

Prodotti prioritari nel piano europeo 2025-2030

Il piano di lavoro europeo individua alcuni gruppi di prodotti per i quali la Commissione intende sviluppare prioritariamente i requisiti di ecodesign e il Digital Product Passport.

Le tempistiche indicative per l’adozione degli atti comprendono:

Gruppo di prodottiAnno indicativo dell’atto europeo
Ferro e acciaio2026
Alluminio2027
Prodotti tessili e abbigliamento2027
Pneumatici2027
Mobili2028
Materassi2029

Questi anni non devono essere interpretati automaticamente come date di obbligo per le aziende. Indicano la programmazione prevista per l’adozione delle misure europee. Ogni atto dovrà successivamente precisare entrata in applicazione, periodo transitorio, informazioni richieste e prodotti effettivamente coinvolti.

Detergenti e tensioattivi

Il Regolamento europeo 2026/405 introduce il Digital Product Passport anche per detergenti e tensioattivi.

La nuova disciplina si applicherà dal 23 settembre 2029, con le modalità tecniche e operative previste dal regolamento e dagli ulteriori atti di attuazione del sistema DPP.

Giocattoli

Il nuovo Regolamento europeo sulla sicurezza dei giocattoli prevede un passaporto digitale contenente le informazioni necessarie a identificare il prodotto e verificarne la conformità.

Il regolamento sarà applicabile dal 1° agosto 2030.

Prodotti da costruzione

Anche il nuovo Regolamento europeo sui prodotti da costruzione prevede l’introduzione del DPP. L’applicazione sarà progressiva e dipenderà dalle specifiche tecniche armonizzate e dagli atti delegati dedicati alle diverse famiglie di prodotto.

Il passaporto diventerà obbligatorio per i prodotti regolati dal nuovo sistema quando l’infrastruttura sarà operativa e la relativa misura europea ne stabilirà l’applicazione.

Quali aziende dovrebbero iniziare a prepararsi

Non tutte le imprese devono già creare un Digital Product Passport. Tuttavia, alcune organizzazioni dovrebbero iniziare a valutare fin da ora la disponibilità e la qualità dei propri dati.

In particolare:

  • produttori di batterie e operatori della relativa filiera;
  • aziende che producono ferro, acciaio o alluminio;
  • imprese tessili e produttori di abbigliamento;
  • produttori di pneumatici;
  • aziende del settore mobili e materassi;
  • produttori di detergenti;
  • produttori e importatori di giocattoli;
  • produttori di materiali e componenti per l’edilizia;
  • fornitori che operano nelle filiere dei prodotti regolamentati.

Anche un’impresa che produce semilavorati, componenti o materie prime potrebbe ricevere richieste sempre più dettagliate dai propri clienti, pur non essendo direttamente responsabile del passaporto finale.

Perché preparare i dati sarà la parte più complessa

In molte aziende le informazioni utili al DPP esistono già, ma sono distribuite tra sistemi e reparti differenti:

  • anagrafiche dell’ERP;
  • distinte base;
  • ordini di produzione;
  • sistemi MES;
  • fogli di calcolo;
  • software di controllo qualità;
  • archivi documentali;
  • piattaforme dei fornitori;
  • sistemi di manutenzione;
  • database ambientali;
  • documenti tecnici e certificazioni.

Il problema non sarà soltanto recuperare queste informazioni, ma stabilire:

  • quale dato è quello corretto;
  • chi ne è responsabile;
  • quando è stato aggiornato;
  • a quale lotto o prodotto si riferisce;
  • da quale fonte proviene;
  • quali documenti lo dimostrano;
  • chi può modificarlo;
  • per quanto tempo deve essere conservato.

Per questo il Digital Product Passport deve essere considerato anche come un progetto di governance e integrazione dei dati industriali.

Come KOR40 potrà supportare le aziende

Le regole dedicate ai fornitori di servizi DPP, compresa l’eventuale necessità di forme di certificazione, sono ancora oggetto di definizione e sviluppo a livello europeo.

KOR40 sta monitorando l’evoluzione della normativa e degli standard tecnici per valutare le modalità con cui il gestionale potrà supportare in futuro le aziende interessate.

Analisi preliminare dei dati disponibili

Un primo possibile servizio potrà riguardare la valutazione della preparazione aziendale al Digital Product Passport.

L’analisi potrà aiutare a individuare:

  • quali prodotti potrebbero essere coinvolti;
  • quali dati sono già presenti in azienda;
  • quali informazioni devono essere richieste ai fornitori;
  • quali sistemi contengono i dati;
  • quali informazioni mancano;
  • quali dati non sono sufficientemente documentati;
  • quali processi devono essere digitalizzati.

Questa attività non rappresenterebbe una certificazione normativa, ma una valutazione tecnica della capacità aziendale di raccogliere e governare i dati.

Centralizzazione delle informazioni di prodotto

Attraverso i moduli ERP, MES, qualità e gestione documentale, KOR40 potrà organizzare in un unico ambiente informazioni provenienti da più reparti.

Il sistema potrà collegare:

  • prodotto e relativa versione;
  • materie prime e componenti;
  • distinta base;
  • fornitore;
  • lotto di approvvigionamento;
  • ordine e ciclo di produzione;
  • stabilimento e linea produttiva;
  • controlli qualità;
  • documenti e certificazioni;
  • interventi di manutenzione;
  • movimentazioni di magazzino;
  • dati ambientali disponibili.

La centralizzazione consente di ridurre la dipendenza da file isolati e informazioni difficili da verificare.

Tracciabilità di lotti e processi produttivi

Un Digital Product Passport può richiedere informazioni riferite al modello, al lotto o alla singola unità.

KOR40 potrà contribuire a ricostruire la relazione tra il prodotto finito e:

  • materie prime utilizzate;
  • fornitori coinvolti;
  • lavorazioni eseguite;
  • macchinari impiegati;
  • controlli effettuati;
  • non conformità rilevate;
  • documenti associati.

Questa tracciabilità sarà particolarmente importante quando i dati del DPP dovranno essere dimostrabili e non soltanto dichiarati.

Controllo, versionamento e qualità dei dati

Le informazioni del passaporto dovranno poter essere aggiornate senza perdere la storia delle modifiche.

KOR40 potrà essere sviluppato per gestire:

  • versioni dei dati;
  • data e autore delle modifiche;
  • flussi di approvazione;
  • ruoli e autorizzazioni;
  • collegamento alle fonti documentali;
  • controlli sui campi mancanti;
  • segnalazione di dati incoerenti;
  • registri delle operazioni eseguite.

L’obiettivo sarà creare una base informativa affidabile, verificabile e utilizzabile anche da sistemi esterni.

Collegamento con provider e piattaforme DPP

Una possibile evoluzione sarà utilizzare KOR40 come sistema di raccolta e preparazione dei dati, collegandolo tramite API a provider specializzati nella pubblicazione e conservazione ufficiale dei passaporti.

Il flusso potrebbe essere organizzato in questo modo:

fornitori e sistemi produttivi → KOR40 → verifica e normalizzazione dei dati → piattaforma DPP → registro europeo → data carrier associato al prodotto

Questo approccio permetterebbe a KOR40 di mantenere il proprio ruolo di ERP industriale e piattaforma di integrazione, senza assumere automaticamente le responsabilità proprie dell’operatore economico o del provider che ospita ufficialmente il passaporto.

KOR40 garantisce la conformità al Digital Product Passport?

L’utilizzo di un software, da solo, non può garantire la conformità normativa di un prodotto.

La responsabilità resta in capo all’azienda che fabbrica, importa o immette il prodotto sul mercato, secondo quanto stabilito dalla disciplina applicabile.

KOR40 potrà fornire l’infrastruttura tecnica per:

  • organizzare le informazioni;
  • migliorare la tracciabilità;
  • collegare sistemi aziendali differenti;
  • verificare la completezza dei dati;
  • conservare evidenze e documenti;
  • predisporre integrazioni con piattaforme esterne.

Non sostituirà però le valutazioni legali, ambientali, tecniche o di conformità che devono essere svolte dai professionisti e dagli organismi competenti.

Come iniziare a prepararsi

Anche quando l’obbligo non è ancora applicabile, le aziende possono iniziare a lavorare sulla qualità dei propri dati.

Una preparazione efficace può partire dalla mappatura di:

  1. prodotti e relative classificazioni;
  2. materiali e componenti utilizzati;
  3. fornitori e Paesi di provenienza;
  4. lotti e processi produttivi;
  5. certificazioni e documentazione tecnica;
  6. dati ambientali già disponibili;
  7. sistemi software che contengono le informazioni;
  8. responsabilità interne per la validazione dei dati.

Prepararsi in anticipo non significa creare subito un passaporto non ancora richiesto. Significa evitare di arrivare alla scadenza con dati frammentati, non verificabili o difficili da collegare al prodotto.

Dal prodotto fisico a un’identità digitale verificabile

Il Digital Product Passport renderà sempre più stretta la relazione tra produzione industriale, gestione documentale, supply chain e sistemi informativi.

Per molte aziende il cambiamento non consisterà semplicemente nell’aggiungere un QR code, ma nel trasformare dati oggi distribuiti tra reparti e fornitori in un patrimonio informativo strutturato e aggiornabile.

KOR40 continuerà a monitorare l’evoluzione della normativa europea, del registro DPP e degli standard di interoperabilità, con l’obiettivo di valutare nuove funzionalità dedicate alla raccolta, alla tracciabilità e all’integrazione dei dati di prodotto.

La direzione è chiara: in futuro, la capacità di dimostrare l’origine, la composizione e la storia di un prodotto potrà diventare importante quanto la capacità di produrlo.

Le informazioni contenute in questo approfondimento descrivono il quadro normativo disponibile alla data di pubblicazione e non costituiscono consulenza legale o certificazione di conformità. Le scadenze e i requisiti devono essere verificati in relazione alla specifica categoria di prodotto e agli atti europei applicabili.

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